La storia di Palazzo Brenzoni si inserisce nel ricco panorama dell’edilizia residenziale veronese del tardo Medioevo e del primo Rinascimento. Le sue origini sembrano risalire al XIV secolo, quando nella zona di via Duomo sorgevano le prime strutture riconducibili all’attuale edificio.
Le prime testimonianze documentate compaiono nel 1755, quando il palazzo è citato come proprietà di Santo Pizzardini. Qualche decennio più tardi, nel 1789, l’edificio viene acquistato dal nobile Agostino Vincenzo di Brenzone: da qui prende avvio la presenza stabile della famiglia Brenzoni, che nei decenni successivi imprime all’immobile un deciso rinnovamento in stile tardo gotico.
Nel Catasto Austriaco del 1847 il palazzo risulta appartenere al conte Lodovico Brenzoni, figlio di Agostino. Solo pochi anni dopo, nel 1856, viene presentato alla Congregazione dell’Ornato un progetto di modifica del prospetto, a firma di Francesco Fusari, Pubblico Archivista Municipale e parente dei Brenzoni.
All’inizio del Novecento, nel censimento del 1920, la proprietà figura nelle mani della contessa Guarienti, vedova Brenzoni.
Il capitolo più recente si apre nel 2013, quando il palazzo viene acquisito dall’attuale proprietà e avviato a un importante restauro conservativo. Gli interventi riportano alla luce preziose tracce del Trecento, tra cui lacerti decorativi, un solaio ligneo con assito dipinto e altre testimonianze storiche che oggi contribuiscono al fascino unico della residenza.
Prenota alla miglior tariffa.
Accedi alle migliori tariffe e a vantaggi esclusivi riservati solo a chi sceglie di prenotare dal nostro sito ufficiale.